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Tlc: De Julio battezza Netsynt, per ora niente borsa
Voce su web, che risparmio
Netsynt Verso la quotazione
Tlc, De Julio scommette su Netsynt
Premio di migliore start up a Netsynt
Piol lancia la Voce sul Web
E' nata Netsynt, unisce voce e dati
Anie: la deregulation aiuta l'innovazione
E' romana la migliore start up dell'anno

Italtel, pllb e netsynt vincono il premio Anie

Netsynt: Tecnologie originali per le reti del futuro


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TLC: DE JULIO BATTEZZA NETSYNT, PER ORA NIENTE BORSA

ANSA - MILANO, 9  FEBBRAIO 2001

Umberto de Julio, ex amministratore delegato di Tim, tiene a battesimo Netsynt, azienda di apparati di tlc per integrare voce e dati, con un obiettivo di un fatturato di 19 miliardi nel 2001 (70 miliardi nel 2002) e di un risultato operativo positivo già negli ultimi mesi di quest'anno.
L'azienda, nata dallo scorporo della romana Icet, produttrice degli apparati progettati e distribuiti da Netsynt, parte con 20 addetti e punta al raddoppio entro fine 2001, destinando alla ricerca e sviluppo il 15% dei ricavi annuali. Alle sedi di Roma e Milano ne aggiungerà una, a giugno, a Londra per poi continuare ad espandersi in Germania e in Spagna.
Nessun progetto, per ora, di quotazione in Borsa. "Non abbiamo bisogno al momento di reperire risorse sul mercato. Siamo infatti in grado di finanziare lo sviluppo per tutto il 2001 e per la prima parte del 2002", ha spiegato De Julio, presidente di Netsynt e partner di Elserino Piol in Pino Partecipazioni, advisor del fondo Kiwi II. Accanto a Icet e a Kiwi, che hanno in mano rispettivamente il 50% e il 23% del capitale di Netsynt, nella compagine azionaria sono presenti E-Voluzione di Bain Cuneo (3%) e i fondatori-manager (24%). (ANSA).


TLC, DE JULIO SCOMMETTE SU NETSYNT

E.DAY - On line 10 febbraio 2001

Milano. Umberto De Julio, ex amministratore delegato di Tim, ha annunciato la nascita di Netsynt: azienda produttrice di apparati tlc per integrare e trasmettere voce e dati su Ip e wireless, con un obiettivo di fatturato di 19 miliardi nel 2001 (70 nel 2002). La società, nata dallo scorporo della romana, Icet, produttrice degli apparati progettati e distribuiti da Netsynt, è stata cofinanziata dal fondo Kiwi II e da e-Voluzione.

 

NETSYNT VERSO LA QUOTAZIONE

Il Giornale - Milano, 10 febbraio 2001

Netsynt, società di tlc per la fornitura di servizi voce sulla rete, guarda alla   Borsa, ma non prima del 2002.
La società punta a raggiungere un fatturato di 19 miliardi nel 2001 (70 miliardi   nel 2002) e a un risultato operativo positivo già negli ultimi mesi di quest'anno. La  compagine azionaria vede Icet al 50%, Kiwi2 al 23%, E-Voluzione (Bain Cuneo) al  3%, mentre il restante capitale è in mano al management.

 

Presidente l'ex a.d. di Tim, Umberto De Julio
E' NATA NETSYNT, UNISCE VOCE E DATI

ITALIA OGGI - MILANO, 10 febbraio 2001

Netsynt, una nuova società che nasce dal connubio fra old e new economy e che si inserisce nel mercatod elle soluzioni Ip e reti telefoniche per integrare voce e dati, è stata tenuta a battesimo ieri a Milano, da Umberto De julio, ex a.d. di Tim.
L'obiettivo di fatturato è di 19 miliardi nel 2001 (70 miliardi nel 2002), mentre si
punta a un risultato operativo positivo già negli ultimi mesi di quest'anno.
L'azienda, nata dallo scorporo della romana Icet, produttrice degli apparati progettati e distribuiti da Netsynt, parte con 20 addetti e punta al raddoppio entro fine 2001, destinando alla ricerca e sviluppo il 15% dei ricavi annuali. Alle sedi di Roma e Milano ne aggiungerà una, a giugno, a Londra per poi continuare a espandersi in Germania e in Spagna.
L'idea guida di Netsynt, si legge in una nota, è di offrire all'utenza business un apparato che consenta connessioni flessibili e programmate alle varie reti di tlc per trasmettere e ricevere voce, dati e immagini. Il prodotto offerto da Netsynt, chiamato Voicerouter, "permette agli utenti di ottimizzare il collegamento alle diverse reti in base a economicità e disponibilità".
Nessun progetto, per ora, di quotazione in borsa: "Non abbiamo bisogno al momento di reperire risorse sul mercato. Siamo infatti in grado di finanziare lo sviluppo per tutto il 2001 e per la prima parte del 2002", ha spiegato De Julio, presidente di Netsynt e partner di Elserino Piol in Pino partecipazioni, advisor del fondo Kiwi II. Accanto a Icet e a Kiwi, che hanno in mano rispettivamente il 50% e il 23% del capitale di Netsynt, nella compagine azionaria sono presenti E-Voluzione di Bain Cuneo (3%) e i fondatori manager (24%).

 

TLC: NETSYNT LANCIA LA VOCE SUL WEB.
E' nata Netsynt, una nuova società che s'inserisce nel mercato delle soluzioni voice over Ip (trasmissione vocale attraverso internet) e delle reti telefoniche integrate.


Varata Netsynt: le telefonate viaggeranno sul protocollo Internet
Piol lancia la voce sul Web

Milano - La tecnologia è quella che consente la trasmissione vocale attraverso  internet, il mercato è quello dei "soho" (small office home office) che dispongono   di un centralino e generano elevati volumi di traffico interaziendali, tra due o più   sedi. La società che produrrà le apparecchiature per il servizio è una nuova   creatura del fondo Kiwi II di Elserino Piol: Netsynt.
Sul mercato del VoIp (Voice over Internet protocol) si sono lanciati alcuni tra i  maggiori fornitori di tecnologie integrate ( Alcatel è uno degli ultimi esempi in   ordine di tempo).
Netsynt entra in un business in Italia è quasi all'anno zero ma che, secondo le   stime del management, decollerà nel giro di un paio di anni: nelle previsioni   aziendali, il primo anno di attività si chiuderà con ricavi per 19 miliardi, destinati a  diventare 70 nel 2002. Per il presidente Umberto de Julio, ex amministratore   delegato di Tim, si ridurrà rapidamente la distanza dai livelli del mercato Usa, dove  la vendita di dispositivi per VoIp cresce a ritmi del 40% annui.Netsynt nasce dal conferimento di un ramo d'azienda di Icet (che controlla il 50%  della società) e dal finanziamento di Kiwi II (23%) ed E- Voluzione di Bain Cuneo (3%). Le restanti quote azionarie sono divise tra il management. Netsynt, in pratica, svilupperà uno strumento messo a punto negli anni scorsi da Icet, puntando per la distribuzione su accordi partnership con Getronics, Italtel, Algol e la multinazionale svizzera Ascom. Il prodotto si chiama Voicerouter e, spiega l'amministratore delegato Gennaro Brosco, "permette agli utenti di   convertire le chiamate dalla rete tradizionale (Pstn) al protocollo Ip o direttamente   alla rete Gsm, con un sensibile abbattimento dei costi".
In pratica, il Voicerouter applicato a un centralino aziendale trasforma il segnale  analogico della conversazione in informazioni digitali smistandolo sulla stessa rete   aziendale su cui viaggiano i dati, e-mail e Internet compresi. "Con conseguente   riduzione dei costi - spiega Brosco - Un risparmio che si verifica anche nell'altro   caso: quando le chiamate verso i cellulari vengono trasferite direttamente sulla   rete Gsm, trasformando di fatto una chiamata fisso-mobile in una più economica   telefonata mobile-mobile".
Il prezzo del Voicerouter oscilla tra i 5 e 10 milioni, i potenziali clienti, oltre alle  aziende, sono i nuovi carrier, gli operatori alternativi a Telecom Italia. Tra pochi   anni, infatti, buona parte dei cosiddetti "olo" (other licensed operators) potrebbe   far viaggiare voce e dati esclusivamente su Internet protocol: per farlo, prima che nascano telefoni ad hoc, occorreranno apparecchiature di conversione. In   sostanza, la tecnologia applicata oggi esclusivamente a reti aziendali con centralini potrebbe diffondersi a macchia d'olio anche tra le utenze private lasciando immaginare ampi margini di crescita del mercato.

  

 

Le più innovative soluzioni nel settore dell'ICT
Italtel, PLLB e Netsynt vincono il premio Anie

Dalla giuria menzione speciale per Access Media

Roma - Tre le aziende premiate, quest'anno, dall'Anie - la Federazione nazionale, aderente a Confindustria, delle imprese elettrotecniche ed elettroniche che ha deciso, quindi, di aggiungere un riconoscimento in più rispetto ai due previsti dalle sezioni del Premio annuale dedicato alle migliori idee 'tecnologiche' d'impresa nel settore dell'ICT.
La sezione riservata alle aziende associate alla Federazione e intitolata appunto 'La migliore innovazione di prodotto e/o processo realizzata da aziende associate all'Anie, per decisione della giuria si è sdoppiata, assegnando due premi dedicati rispettivamente alle categorie Piccole e medie imprese e Grandi imprese.
Ad aggiudicarsi il Premio - assegnato lo scorso 12 giugno a Roma presso la sede   dell'unione degli Industriali che ha visto presenti, come relatori, Giancarlo Elia Valori (presidente dell'Unione Industriali di Roma), Daniel Kraus (Direttore Generale della Federazione Anie), Salvatore Randi (presidente dell'Associazione Nazionale   Telecomunicazioni e Informatica dell'Anie), Antonio Calabrò (Vice direttore de Il   Sole 24 ore) e Francesco Chirichigno (Presidente della Fondazione Italiana Nuove   Comunicazioni) - Italtel (categoria Grandi Imprese) e PLLB (Categoria pmi). La   prima ha scalato la classifica grazie al prodotto IMMS (Italtel Multiservice  Solution), che consente di integrare, attraverso l'utilizzo di una piattaforma unica, soluzioni basate su reti IP, su reti ibride e su quelle tradizionali TDM. In pratica le   soluzioni IMMS rappresentano una risposta alla crescente domanda di   multimedialità:  telefonare, navigare sul web, accedere a servizi video utilizzando   un'unica linea di comunicazione. In questo modo computer e telefoni, collegati a   reti IP o a reti telefoniche, diventano terminali in grado di 'dialogare' tra loro   nell'ambito di un'unica rete di comunicazione.
 PLLB è risultata prima, invece, per il prodotto Fibersafe, un nuovo sistema integrato di supervisione per le reti in fibra ottica, brevettato a livello internazionale e consistente nel monitoraggio continuo e non intrusivo dell'attenuazione del segnale, sia in servizio, sia fuori servizio.
Il premio Anie si rivolge però anche ad aziende non affiliate alla Federazione, che assegna un riconoscimento alla migliore start-up di imprese: quest'anno la giuria ha optato per Netsynt, azienda nata appena 6 mesi fa (come spin off di Icet, finanziata dagli investimenti di venture capital Kiwi II e E-Voluzione di Bain Cuneo e presieduta da Umberto De Julio) e impegnata nella realizzazione di un voice router per instradare chiamate tra centralino telefonico, router IP, rete telefonica pubblica, linee dedicate per voce e dati, rete wireless (GSM).
"Siamo estremamente orgogliosi di questo riconoscimento e ringraziamo Anie per aver intuito gli sforzi e l'impegno che tutta l'azienda ha dimostrato nei primi 6 mesi di attività"., ha commentato Gennaro Brosco, Amministratore Delegato della società.
"Netsynt è riuscita, infatti, dall'inizio di quest'anno, non soltanto ad essere operativa strutturandosi come impresa su tutto il territorio nazionale con uffici a Roma e a Milano, ma anche a conquistare importanti clienti e quote di mercato. La società che raggiungerà un Ebit positivo già dal quarto trimestre 2001, intende perseguire un piano di espansione anche nei principali paesi europei".
Menzione speciale anche per Access Media, azienda che ha sviluppato una borchia d'utente per accesso fast Internet e Voice over IP.
                                                                                         Mila Fiordalisi

 

Concorrevano le aziende elettroniche
PREMIO DI MIGLIORE STARTUP A NETSYNT

di Mila Fiordalisi
Sono andati a Netsynt, Italtel e PLLB i premi dell'Anie la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche, aderente a Confindustria, dedicati ai migliori progetti innovativi dell'anno. Due le sezioni del riconoscimento: la prima, Migliori start-up di imprese, ha visto assegnata la palma d'oro a Netsynt, società romana sei mesi fa come spin off di Icet e finanziata dagli investimenti di venture capital Kiwi II ed E-Voluzione (Bain Cuneo), specializzata in prodotti per l'integrazione e l'instradamento di voce e dati su reti IP e wireless. "Netsynt è riuscita, infatti, dall'inizio di quest'anno, non soltanto ad essere operativa strutturandosi come  impresa su tutto il territorio nazionale con uffici a Roma e a Milano, ma anche a conquistare importanti clienti e quote di mercato", ha commentato Gennaro Brosco, amministratore delegato della società (il presidente è Umberto De Julio), "La società che raggiungerà un Ebit positivo già dal quarto trimestre 2001, intende perseguire un piano di espansione anche nei principali paesi europei". La seconda sezione del  premio, intitolata "La migliore innovazione di prodotto e/o processo" realizzata da aziende associate all'Anie, quest'anno, per  decisione della giuria, ha visto premiate due aziende, rispettivamente facenti parte delle categorie grandi aziende, e quindi Italtel, e piccole e medie imprese, con il PLLB al primo posto. In dettaglio, Italtel ha ottenuto il riconoscimento per il prodotto IMMS (Italtel Multiservice Solution) che consente di integrare, attraverso l'impiego di una piattaforma unica, soluzioni basate su reti Ip, su reti ibride e su quelle tradizionali Tdm. Si chiama invece Fibersafe il prodotto che ha portato PLLB, attiva dal 1970, alla vittoria: si tratta di un sistema integrato di supervisione per le reti in fibra ottica, brevettato a livello internazionale,   consistente nel monitoraggio continuo e non intrusivo dell'attenuazione del segnale, sia in servizio, sia fuori servizio. La giuria ha anche assegnato una menzione speciale ad Access media per aver sviluppato una borchia di utente dedicata all'accesso Fast Internet e Voice over Ip.   

 

E' ROMANA LA MIGLIORE STARTUP DELL'ANNO

A Netsynt il premio  dell'Anie. Parla con Cww l'a.d. Brosco

A meno di sei mesi dal suo ingresso ufficiale sul mercato, Netsynt, società romana attiva nel settore delle tecnologie voice over IP, si è aggiudicata il premio come migliore start-up di imprese istituito dall'Anie, la federazione aderente a Confindustria  delle imprese italiane operanti nell'industria elettrotecnica ed elettronica. L'azienda guidata dal fisico Gennaro Brosco e finanziata dagli investimenti di Venture capital Kiwi II e E-Voluzione (Bain Cuneo), è nata dallo spin-off di Icet SpA, da cui ha ereditato il ramo d'azienda relativo ai voice router, apparati che consentono di  instradare le comunicazioni voce aziendali su reti IP e wireless abbattendone drasticamente i costi.
Nei primi sei mesi di attività, Netsynt si è strutturata sul territorio nazionale con uffici a Roma e a Milano, ma anche a conquistare importanti clienti e quote di   mercato, tanto da mirare al raggiungimento di un Ebit positivo già dal quarto trimestre di quest'anno.
"Un riconoscimento che rappresenta una grande soddisfazione", dice a Cww Brosco, a.d. della società; "Anche perché siamo un' azienda romana, e il panorama industriale  all'ombra del Colosseo non è così ricco. E poi perché ci giunge abbastanza  inaspettata: siamo molto indaffarati, e la documentazione minima per concorrere al  premio ce l' hanno quasi 'estorta con le pinze'. Evidentemente è stata molto apprezzata questa nostra idea di fare da sintesi fra gli apparati d'utente e le tecnologie dei carrier".
Un premio quale migliore start-up è sempre un bel riconoscimento,   soprattutto nel momento in cui sono numerose quelle che chiudono i battenti  dopo pochi mesi di attività...
Beh, start-up significa "azienda nuova", e di aziende continuano a nascerne: il tasso di nascita (e anche di morte, certo...) di nuove società non è mai stato così elevato.
Quali sono i requisiti che hanno pertanto a Netsynt questo riconoscimento?
Innanzi tutto il fatto di essere una delle poche realtà che in Italia fanno ricerca e  progettazione: purtroppo non sono molte, nel nostro Paese, le aziende che fanno  ricerca originale in questo settore. E questo, al di là dell'andamento della Borsa, a  lungo andare rappresenta un handicap gravissimo per le prospettive dell'economia.
Un handicap strategico e politico: a forza di utilizzare strumenti che non si controllano sul piano tecnologico, si finisce per non conoscere bene nemmeno ciò che si sta facendo.
Ovvero?
Tutto ciò che è legato alla Rete rappresenta questo rischio. Una approfondita  conoscenza tecnologica di base in questo settore è assolutamente essenziale. Ad esempio, parlando con i fornitori di chip che controllano il mercato mondiale del Voice  over IP, abbiamo scoperto che si tratta di un settore in mano a duecento aziende in tutto il mondo, nessuna delle quali italiana. Da questa constatazione ci siamo chiesti: perché non ci proviamo noi? quindi credo che il premio ci sia stato consegnato proprio  per il coraggio dimostrato nell'affrontare la questione non solo con una visione di mercato, ma anche con un serio approccio di ricerca.
Vi definite una sintesi fra old e new economy.
La distinzione fra old e new economy la vedo più dal punto di vista finanziario che non da quello delle cose che si fanno. Di certo non siamo virtuali: stiamo cercando,  nell'epoca delle reti, di portare un po' di tecnologia nei nostri prodotti (anche se non  ne abbiamo una particolare necessità): proprio per questo, si tratta di investimenti  non a breve periodo, ma mirati alla costituzione di una struttura che diventi un polo  di aggregazione per certi contenuti tecnologici.
E ora? Il premio come migliore start-up riguarda la fase d'avvio dell'azienda,  ma segna anche un cambio di pagina, l'inizio dell'altrettanto difficile fase di  crescita e di consolidamento.
Quest'anno dobbiamo consolidarci sul mercato italiano, e dal 2002 vogliamo   affrontare quello europeo, a partire dai Paesi più avanzati, come Inghilterra e   Germania. Inoltre metteremo in cantiere i prodotti per il biennio 2003 - 2004.

 

 

ANIE: LA DEREGULATION AIUTA L'INNOVAZIONE


Il Sole24oreE Milano 13 Giugno 2001

L'innovazione preme, ma serve una nuova attenzione alla ricerca industriale e un  impulso maggiore alla liberalizzazione. La conferma giunge con l'assegnazione dei premi "Anie industria Ict". I segnali di rallentamento degli ordini e degli investimenti tecnologici sono dovuti al "negativo quadro finanziario ma anche ai ritardi nella realizzazione della piena concorrenza nei servizi di tlc, che ostacolano il consolidamento dello sviluppo registrato dal settore negli ultimi anni"avverte   Salvatore Randi, presidente dell'associazione tlc e informatica dell'Anie. 
I centri di eccellenza tecnologica però non mancano, come dimostra il premio   assegnato ieri a Roma dall'Anie alle aziende Netsynt, Italtel e PLLB. Il riconoscimento è stato articolato in due sezioni: "migliore start-up di imprese" e "migliore innovazione di prodotto e/o processo realizzata da azienda associata ad Anie. 
Nella prima categoria il premio è andato a Netsynt, per aver avviato le sue attività nella realizzazione di un dispositivo (voicerouter) per instradare chiamate tra centralino telefonico, collegamenti Ip, rete telefonica pubblica, linee dedicate per voce e dati, rete Gsm. Nella seconda categoria è stata effettuata una divisione in due sezioni: grandi imprese e medio - piccole. Per la prima la giuria a assegnato il premio a Italtel per il prodotto IMMS (Italtel multiservice solution), che permette di integrare in una piattaforma unica soluzioni basate su reti Ip, su reti ibride e su quelle tradizionali commutate. Per le piccole e medie imprese è stata premiata la PLLB  per il prodotto Fibersafe, un nuovo sistema integrato di supervisione per le reti in fibra ottica, brevettato a livello internazionale, che consente il monitoraggio continuo e non intrusivo dell'attenuazione del segnale.

 

VOCE SU WEB, CHE RISPARMIO

 

Un capitale iniziale di 2 miliardi di lire, destinato a raggiungere i 10 miliardi nei   prossimi mesi, e massicci investimenti soprattutto nella ricerca e sviluppo di nuovi   prodotti. Sono queste le premesse con cui Netsynt, società romana costituita nel settembre dell'anno scorso, fa il suo ingresso nel settore delle telecomunicazioni.Nata da una scissione di un ramo d'azienda di Icet SpA, importante realtà   industriale italiana che da più di 4o anni realizza infrastrutture per le reti telefoniche,  la neonata impresa vanta all'interno della propria compagine azionaria la presenza di  nomi importanti della finanza italiana quali il fondo Kiwi II di Elserino Piol ed E-Voluzione, la società creata da Bain Cuneo e associati allo scopo di acquisire partecipazioni strategiche tra le aziende della new economy. "La maggioranza del  capitale è ancora saldamente nelle mani di Icet", afferma Gennaro Brosco, ex  professore universitario e attuale amministratore delegato di Netsynt, "anche se non  escludo che la quota attualmente detenuta dalla controllante scenda sotto il 50% dopo le future emissioni di nuove azioni". Grazie alla pluriennale esperienza accumulata nel comparto delle telecomunicazioni, Icet ha sviluppato un notevole  know how tecnologico e manageriale che gli consente di affrontare le sfide imposte  dall'espansione del web. La costituzione di Netsynt, infatti, è avvenuta con il fine di  scindere da core business dell'azienda tutti i servizi legati alla trasmissione di voce e  di dati attraverso il protocollo Ip. La società diretta da Brosco, la cui presidenza è  stata affidata a Umberto De Julio, attuale partner della Pino partecipazioni, sarà per il  momento un'azienda monoprodotto: si dedicherà prevalentemente allacommercializzazione di Voicerouter,  un apparato perfettamente integrabile nelle centraline telefoniche aziendali nato con lo scopo di ridurre i costi delle chiamate in uscita. "Il target di clienti a cui ci rivolgiamo" continua Brosco, "è costituito dal segmento business, in particolare dalle imprese che quotidianamente devono effettuare la trasmissione di una gran mole di dati e informazioni. Il nostro apparecchio consente di convogliare le comunicazioni che avvengono tra le varie sedi di un'azienda attraverso le reti meno costose, consentendo un notevole risparmio nella connessione. Per fare un esempio, nel caso in cui un dipendente di una società debba effettuare una chiamata tra Milano e Roma, Voicerouter utilizzerà il protocollo di Internet e consentirà automaticamente di realizzare il collegamento al costo di una   telefonata urbana. Se invece lo stesso individuo avrà la necessità di parlare con un collega raggiungibile solo sul telefono cellulare, la tecnologia elaborata da Netsynt è  in grado di spostare la chiamata sulla rete Gsm, fornendo la possibilità di usufruire della tariffa applicata dall'operatore di telefonia mobile a cui l'azienda è abbonata, quasi sempre inferiore a quelle in vigore per le chiamate effettuate dagli apparecchi di rete fissa verso i cellulari".
Il business plan elaborato dalla società romana si pone obbiettivi abbastanza  ambiziosi. Raccogliendo una parte della tradizionale clientela di Icet, il management di Netsynt mira a realizzare un fatturato di circa 19 miliardi nel 2001 e punta a  raggiungere il punto di pareggio finanziario già entro la fine dell'anno. Inoltre, è  prevista l'attuazione di un piano di investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti  che assorbirà nei prossimi anni risorse liquide per circa 4 miliardi di lire in ogni  esercizio. "Abbiamo già stipulato i primi contratti con alcune aziende italiane", afferma  Brosco, "tra le quali è incluso anche un importante intermediario finanziario. Per il  momento, però, non posso fare alcun nome. Grazie inoltre alla partnership instaurata  con Cisco system, che ha ormai da tempo rapporti commerciali con la nostra casa  madre Icet, pensiamo di offrire soluzioni tecnologiche anche ai system integrator che attualmente fanno parte della clientela del colosso industriale statunitense". Le mire  espansionistiche di Netsynt, infatti, non si limitano al territorio nazionale. La società  romana guarda di buon occhio la possibilità di un ingresso su alcuni mercati europei,  primo fra tutti quello del Regno Unito.

 

 

Un business plan che prevede di quadruplicare il fatturato nei primi quattro anni di attività. Partners tecnologici e commerciali del valore di Cisco Systems, di Ascom e Getronics. Un sistema le cui diverse applicazioni tecnologiche potranno migliorare le capacità di “accesso” delle imprese clienti, fra cui spiccano Fastweb, Telecom Italia e Wind. Questi gli elementi identificativi di NETSYNT, neonata società della capitale operante nel settore delle telecomunicazioni. Abbiamo incontrato l’amministratore delegato, Gennaro Brosco ed a lui abbiamo chiesto di illustrarci su quali basi poggiano delle aspettative così rosee.

Dottor Brosco le prospettive sono delle migliori e noi le auguriamo di soddisfarle tutte, ma su cosa si basa tanta fiducia in una società che possiamo definire ancora in fase di start-up?
In realtà la nostra azienda nasce sì all’inizio del 2001, ma è uno spin-off di ICET, azienda del Lazio che opera nel settore delle telecomunicazioni da 35 anni. Icet è sempre stata ed è tuttora un’azienda a carattere familiare in cui io ho rivestito vari ruoli, da direttore tecnico a direttore commerciale ad amministratore delegato, fino a dicembre del 2000, quando ho deciso di assumere l’onere di questa nuova società, della quale Icet detiene comunque la quota maggioritaria.

Perché avete deciso di creare una nuova società che opera nello stesso settore?
In relazione ad una determinata classe di prodotto, che aveva riscontrato un particolare interesse sia da parte di alcuni clienti importanti quali Telecom Italia, Wind e Fastweb, sia da parte della Cisco, multinazionale del settore del networking, era stato realizzato un accordo di collaborazione tecnologica con Cisco Systems che ha portato ad accordi commerciali con colossi internazionali come Getronics ed Ascom per la distribuzione. In seguito a ciò, abbiamo deciso di prendere questa categoria di prodotti che hanno dato origine a tali collaborazioni e creare uno spin-off che si chiama appunto Netsynt, intesa come società non più a carattere familiare ma con l’intervento di diversi capitali di tipo finanziario ed in grado di svilupparsi nel futuro grazie alla tecnologia ricevuta da Icet da un lato ed ai capitali ricevuti dagli investitori dall’altro.

E quali sono questi investitori?
Un Venture Capital che ci ha finanziato è sostanzialmente costituito da Kiwi, un fondo chiuso che ha investito molto nelle telecomunicazioni, anche se noi siamo l’unica realtà tecnologica intesa come “tecnologia di base” nel settore delle telecomunicazioni. Un altro socio è Bain Company, grossa società di consulenza internazionale che ha un fondo di investimento chiamato E-voluzione. Da questi soci abbiamo ricevuto la liquidità per poter partire in quest’avventura e adesso speriamo che anche altri Partners vorranno entrare nel nostro capitale aggiungendo nuovi finanziamenti. Dall’altra parte Icet ha conferito un ramo di azienda e quindi tutta una serie di progetti e competenze che aveva sviluppato negli anni. Operativamente io ho lasciato Icet e ho assunto carica di a.d. di Netsynt. Il presidente è Umberto De Julio, ex amministratore delegato di TIM.

Qual è la forma societaria di Netsynt?
Per ora SRL. In realtà al momento in cui abbiamo avuto l’idea di questa nuova società, l’aspettativa era di quotarla in borsa nel giro di un paio di anni. Gli ultimi eventi internazionali e gli andamenti della borsa hanno però modificato le prospettive, spingendoci a rinviare.

Pensavate di quotarvi nel nuovo mercato per poi accedere al listino ufficiale?
Sì, naturalmente all’inizio la quotazione verrebbe fatta sul nuovo mercato ma al momento, come ho detto, è stata rinviata. D’altra parte c’è anche un piano di sviluppo che prevede l’apertura di un ufficio a Londra nel 2003, che potremmo anche anticipare se ci saranno i finanziamenti, e questo con lo scopo di internazionalizzare il più possibile l’azienda anche in termini di mercati.

Quali sede avete a tutt’oggi?
Questa che è anche la sede legale e poi una sede a Milano, che è però solo una filiale commerciale.

Le dimensioni dell’azienda?
Siamo 12 dipendenti,ma contiamo di arrivare ad una quarantina di persone a fine 2004. Finora abbiamo creato le funzioni fondamentali, amministrativa, ricerca e sviluppo, system engineering e commerciale,che sono poi i pilastri dell’azienda. La produzione non sarà realizzata da noi, ma direttamente da Icet, qui nel Lazio, nei suoi impianti. Infatti negli accordi con Icet è stabilito che noi ci occuperemo della progettazione, della ricerca e sviluppo e della commercializzazione ed Icet della produzione.

Riguardo al fatturato c’è qualche previsione?
Questo primo anno fattureremo solo 2 miliardi, l’anno venturo sono previsti 15 mld, nel 2003 30 mld e nel 2004 40 mld. Questo è il nostro business plan. Ovviamente un grosso contributo dal 2003 lo darà l’estero, inteso come estero progredito, visto che il nostro tipo di prodotto si rivolge a società evolute. Un’ipotesi poi sarebbe quella, nel 2005, di sbarcare negli Stati Uniti ed aprire una nostra filiale là dove è il mercato più importante di questo settore.

Quali sono i prodotti che fornite, a chi precisamente li fornite ed avete un prodotto di punta?
Noi veniamo dall’esperienza di Icet che è una manifatturiera nel settore delle telecomunicazione. Suo principale cliente è stato a lungo Sip, oggi Telecom Italia, ma anche altri come Wind ed Albacom. Icet ha conferito parte della sua capacità di ricerca e sviluppo a Netsynt con una serie di prodotti sviluppati in Icet, che sono prodotti hardware. Noi infatti non forniamo servizi tranne quelli collegati alla gestione, assistenza e garanzia dei nostri prodotti. I nostri utenti sono le aziende, quindi utenti pregiati soprattutto considerando che fra le aziende rientra anche la P.A.: il nostro mercato non è il mercato consumer ma il mercato business. Questi utenti verranno raggiunti, in relazione all’attivazione di nuovi servizi di telecomunicazione (multimedialità, servizi per trasmissione dati, possibilità di comunicare via etere) non da una sola rete ma da più reti specializzate in servizi diversi, per cui ogni operatore tenderà ad acquisire un vantaggio competitivo cercando di raggiungere l’utente con la propria rete. D’altronde l’utente ha già le sue infrastrutture (reti lan, fax, computer…) e questo è un mondo già stabilizzato.

Venendo al punto focale, come si inserisce in questo contesto Netsynt e qual è la vostra mission aziendale?
La nostra missione è di fornire tecnologie per interconnettere gli apparati di un utente e le nuove reti che raggiungono le sedi dell’utente. Noi siamo in mezzo e commutiamo le comunicazioni voce e dati tra apparati di utente e varie reti, adattando le interfacce cosicché l’utente non debba cambiare niente della infrastruttura precedentemente installata. Questa funzione di adattamento, in senso progettuale, è compito dei cd system integrators, che hanno appunto la missione di realizzare questa compatibilità globale fra reti ed apparati interni. Noi offriamo loro lo strumento fisico per poter realizzare queste reti. Ad esempio Getronics (ex Olivetti Networks) ed Ascom sono nostri clienti, cioè usano le nostre apparecchiature per realizzare questo tipo di impianti.

Quindi voi fate il prodotto e loro… E loro lo installano, lo assistono e lo utilizzano nei loro progetti.
Questa è la missione: fare prodotti per l’accesso cioè fare prodotti che facilitano l’accesso degli utenti alle reti. Le applicazioni su cui ci siamo concentrati in questa prima fase sono essenzialmente tre: la prima e più importante di tutte è quella alla base dell’accordo tecnologico con Cisco, ed è “Voice over IP”: significa far passare la voce sulle reti per dati. L’IP è uno standard di comunicazione, quello che gira su Internet anche se le reti oggetto della nostra attività non sono internet, ma utilizzano solo lo stesso protocollo. Tra i nostri clienti Fastweb e Telecom Italia, che però è solo all’inizio nella diffusione di servizi di Voce su IP. La seconda applicazione riguarda le tariffe telefoniche fisso-mobile che, come tutti sanno, sono altissime. Il nostro sistema, che si chiama Voicerouter, sostanzialmente si interpone fra il centralino e la rete telefonica e trasforma le telefonate fisso – mobile in mobile – mobile. Il nostro apparecchio può gestire fino a 24 canali mobili contemporaneamente. La terza applicazione riguarda infine la “liberalizzazione dell’ultimo miglio” per cui il canone non viene più pagato alla Telecom ma ad un gestore che prende in affitto da Telecom il collegamento fra la sede dell’utente e la centrale di competenza. Per fare ciò il gestore alternativo deve fare notevoli investimenti perché deve fare arrivare alle sue centrali questo collegamento. Il nostro ruolo è quello di interfacciare gli apparati di utente, qualunque essi siano, e farli convergere su quest’unico collegamento. Quindi tre applicazioni basate su una stessa tecnologia, tutte e 3 legate al discorso dell’accesso: una riguarda la voce su IP, una il routing su GSM e l’ultima l’accesso liberalizzato all’ultimo miglio. Il sistema che ne è alla base, inteso come hardware, è sempre lo stesso, cioè il Voicerouter, che viene poi diversamente interfacciato a seconda dello scopo cui è destinato.

Le vostre aspettative nel medio lungo termine di raddoppiare fatturati e moltiplicare in il numero dei dipendenti sono giustificate dalla validità del vostro prodotto o dal fatto che non avete grossi concorrenti sul mercato qui in Italia?
Non è che non abbiamo concorrenti, in generale in questo settore le imprese italiane sono pochissime, quelle europee sono poche e questa è oggi una tecnologia essenzialmente statunitense.

Per finire perché avete deciso di aderire al portale elazio?
Uno dei problemi principali delle aziende nuove, in fase di start-up, è che, anche avendo un nome accattivante ed un marchio che piace, hanno un brand debole. Un modo per affermare il brand è essere nei portali. Noi siamo già nel portale dell’ANIE, che fra l’altro ci ha assegnato il premio come “miglior start-up” e abbiamo deciso di entrare nel vostro portale che sarà un importante mercato virtuale a livello mondiale.

C.C.

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